È arrivata la primavera e con essa anche l’allergia ai pollini. In particolare la pollinosi, che è un allergopatia con ricorrenza stagionale.
❗️Cosa succede in particolare?
I pollini vengono liberati delle piante a scopo riproduttivo, nella stagione della fioritura, e si lasciano trasportare dal vento. Naturalmente ogni pianta ha un tipo di polline diverso (ma che vengono comunemente raggruppati in famiglie). I pollini si depositano sulle mucose delle vie respiratorie e, se il soggetto è allergopatico, viene innescata una interazione tra pollini e IgE presenti sui mastociti. A questo punto il sistema immunitario libera dei mediatori chimici pro-infiammatori con il successivo processo flogistico delle vie respiratorie e le conseguenti riniti, congiuntiviti, tosse, asma, ecc. ecc.
Per prevenire e attutire la sintomatologia è importante conoscere i periodi di pollinazione delle varie specie di piante. Il periodo che va da aprile a giugno vede le graminacee e le parietarie che la fanno da padrona, ma abbiamo, in parte, anche la betulla, il cipresso e l’olivo.
Chiaramente sulle crisi allergiche intervengono anche fattori geografici che, nel nostro paese, possono essere molto diversi:
✅ altitudine
✅ irradiazione solare
✅ umidità
✅ temperatura
✅ intervento umano (colture, rimboschimenti, potature, ecc.)
Una visita da uno specialista può prepararci alla primavera e anticipare i pollini.

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